LA SECONDA GIOVINEZZA DELLA TERAPIA DI ESPOSIZIONE: NUOVO MODELLO CONCETTUALE E NUOVE STRATEGIE OPERATIVE

I recenti progressi raggiunti nelle aree di apprendimento ed estinzione della paura hanno portato alla formulazione di un nuovo modello concettuale della terapia di esposizione e ad un conseguente potenziamento del metodo. Due sono i punti chiave del nuovo modello. Innanzitutto l’efficacia della terapia non sarebbe dovuta alla cancellazione dei ricordi eccitatori di paura, come si credeva in passato, ma alla creazione di nuove memorie antagoniste e inibitorie. Di seguito, la riduzione della paura, all’interno di ogni singola seduta espositiva, non sarebbe più considerata un indice di successo terapeutico, ma tale risultato dipenderebbe dalla forza e dalla recuperabilità delle nuove associazioni inibitorie, che si vengono a formare, e dall’efficacia della regolazione neurale sottostante. La riduzione della paura sarà, dunque, una fisiologica conseguenza alla fine dell’intera terapia. Date queste premesse, al fine di massimizzare l’esposizione, la recente ricerca si è concentrata sulla messa a punto di strategie finalizzate a consolidare l’apprendimento inibitorio mediante interventi di tipo comportamentale, farmacologico e di neuromodulazione. Questo articolo intende fornire un’introduzione e una panoramica del nuovo modello concettuale e delle innovative modalità operative.

Parole chiave: terapia di esposizione, estinzione paura, apprendimento inibitorio

DOI: 10.36131/COGNCL20190204

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