Il contributo ricostruisce il cammino che ha portato alla promulgazione della legge 164 del 1982 (“Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”) e gli sviluppi giurisprudenzali che, da allora, ne sono seguiti.
L’attuale normativa in tema di tutela dei diritti fondamentali delle persone con disforia di genere non tutela in modo adeguato i diritti di tutte le persone che non si riconoscono, in modo univoco, in un unico genere. Nonostante i numerosi interventi giurisprudenziali che hanno, di fatto, ampliato le libertà decisionali (soprattutto per quanto riguarda la possibilità di scegliere se sottoporsi agli interventi chirurgici), rimane presente all’interno del nostro ordinamento giuridico, l’idea che ciascuna persona debba e possa essere identificata solo con un unico genere.
Parole chiave: diritti, transgender, legge.
