Parole chiave: Agostino Gemelli, shell shock, psichiatria militare, coraggio
Nel 1917 Agostino Gemelli, cappellano militare al fronte, consegna alle stampe un saggio dal titolo “Il Nostro Soldato: saggi di psicologia militare”. Il testo, frutto dell’esperienza diretta dell’autore, ufficiale medico con una formazione europea nel campo della psicologia sperimentale, supera sia le categorie morali di coraggio e paura che il determinismo della psichiatria lombrosiana del tempo. Gemelli rileva e ordina le testimonianze della trincea componendo un quadro psicologico documentato della regressione mentale cui il fante va incontro, nell’alternanza tra monotonia e traumatismi tipica della vita di prima linea. A cento anni dalle fasi più critiche della prima guerra mondiale, l’analisi prismatica del saggio, che non ha più ricevuto ristampe nè nuove edizioni, si presta a una rilettura e a un confronto con le testimonianze di soldati-scrittori del tempo.
