Descrizione
[:it]Il lavoro intende analizzare la tematica dell’assertività, intesa come componente patica, corporea e preriflessiva del linguaggio, utilizzando una prospettiva interna ovvero attraverso la musica. Lo strumento d’analisi è di per sé assertivo, in quanto basato su una metafora: la suite abissale. Essa rappresenta un modello musicale e psicologico autoevidente, in quanto ostensione immediata dell’esistenza, in cui la logica del cerchio sostituisce quella della linea. Pathos e logos, scissi dalla nostra antropologia razionalistica, vengono così ricomposti in un’unità originaria, abissale appunto, che si esprime attraverso la dinamica di una riconciliazione dell’uomo: 1) con il mito, parola assertiva diversa dal logos, (allemanda del mito); 2) con l’altro e quindi con la società, (corrente della società); 3) con se stesso, quindi con la propria multidimensionalità, (sarabanda dell’uomo); 4) con la realtà della praxis, l’esperienza nella quale l’appello abissale si manifesta, (giga dell’esperienza).[:en]This work tries to analyse the assertiveness theme, meant as affective, bodily and pre-reflective language, looking from an internal perspective, that is through music. The analysis tool is assertive itself, because it is based on a metaphor: the abyssal suite. It’s a musical and psychological self-evident pattern, as instant display of existence, where we replace the line culture with the circle one. So, pathos and logos, at first broken by our rationalistic anthropology, are put together into an original and abyssal unity, because man comes to an agreement with: 1) the myth, assertive word different from logos, (myth allemande) 2) the other and so with the society, (societies courante) 3) himself and so with his multimensionality (man’s sarabande) 4) the praxis reality, the experience in which abyssal call shows itself, (exeperience the gigue).[:]


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