Descrizione
[:it]La condizione intersessuale, caratterizzata da uno sviluppo sessuale cromosomico, gonadico o anatomico atipico, rappresenta un elemento che contraddice la differenziazione binaria maschio/femmina. I diversi tipi di intersessualità vengono inquadrati all’interno dei Disturbi della Differenziazione Sessuale (DSD) e hanno esiti a breve e a lungo termine che riguardano sia la sfera della costruzione dell’identità che le relazioni interpersonali. All’interno del processo di valutazione del rischio le risorse interne e il sostegno delle reti familiari e sociali sembrano costituire un importante elemento di protezione. Le modalità di narrazione, in riferimento sia al momento della comunicazione della diagnosi che alle tipologie e agli esiti dei trattamenti, mettono in evidenza come i modelli relativi all’identità di genere, la presenza di stereotipi di genere e la tendenza a volere conformare l’aspetto dei genitali esterni al sesso assegnato costituiscano elementi che influenzano il modo in cui il soggetto con DSD e i suoi familiari considerano l’intersessualità. Inoltre, vengono messi a confronto, attraverso la presentazione di casi riportati in letteratura, due modelli di trattamento che fanno riferimento alla prospettiva dell’optimal gender policy e ad una prospettiva olistica centrata sulla persona. Nel modello dell’optimal gender policy gli elementi costitutivi dell’intervento sono la diagnosi, la decisione dell’assegnazione di sesso e gli interventi necessari a rendere i genitali congruenti rispetto al sesso assegnato. La seconda prospettiva privilegia,invece, le reazioni emotive durante le visite, la preparazione all’operazione, il senso di smarrimento dovuto all’anestesia, il dolore conseguente all’intervento, le cicatrici sul corpo, l’angoscia che rimanda ai bambini il volto dei genitori, il procedere a una dilatazione vaginale perché il proprio corpo non è accettabile nello stato in cui si trova o all’ablazione di un micropene perché un organo di dimensioni inferiori alla media non è socialmente presentabile.[:en]The intersexual condition is characterized by atypical chromosomal, gonadic and anatomic sexual development and it represents an element contradicting the binary male/female differentiation. The various types of intersexuality are diagnosed as Disorders of Sex Development (DSD) and have long and short-term outcomes concerning the construction of identity and interpersonal relationships; risk assessment shows two significant protective factors: individual resources and family and social relationships. Subjects’ reports on diagnosis and treatment reveal that the reaction to intersexuality of a subject with DSD, and his/her family, is influenced by gender models, gender stereotyping and the desire to have one’s external genitalia conform to the assigned sex. Several cases reported in literature allow us to compare two perspectives: the optimal gender policy and a holistic and individual-centered perspective. Diagnosis, decisions regarding sex assignment and treatment to have one’s external genitalia conform to the assigned sex are crucial elements in the optimal gender policy, whereas the holistic perspective stresses emotional reactions to medical examinations, preparation for surgical treatment, feelings of loss after anesthesia, pain after surgery, scars on body, anguish that children see in their parent’s expressions, vaginal dilatation to make the body more acceptable or penis ablation (because a smaller than average penis is not deemed socially acceptable).[:]


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