VERSO UNA CULTURA DELLE DIFFERENZE. Un’esperienza di Empowered Peer Education nella periferia di Napoli

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Descrizione

Il seguente articolo si propone di descrivere un’esperienza di educazione tra pari, in un istituto tecnico della periferia di Napoli, presentando e discutendo i risultati ottenuti e l’efficacia delle metodologie utili in questo settore. La specificità di questo intervento è stato caratterizzato dal lavorare con gli adolescenti circa le differenze di genere, in una zona a rischio, con l’obiettivo di decostruire gli stereotipi riguardo la differenza tra i sessi, appartenenti alla cultura locale e relativi alle dinamiche di violenza, e dal co-costruire nuovi significati con la partecipazione attiva dei ragazzi. Questo progetto è stato suddiviso in due fasi: la formazione dei peer educator, basato sulla loro partecipazione e co-costruzione, di cui loro stessi sono stati i creatori; e la seconda fase in cui, attraverso sessioni di peer education, all’interno d’altre scuole, i ragazzi si sono resi responsabili di un processo di sensibilizzazione. Il punto di partenza fondamentale è stato l’interesse nel mettere insieme i metodi di un approccio psicosociale con una visione psicodinamica: l’uso di metodi è basato sulla partecipazione, sulla creazione di uno scambio dinamico, sul dialogo empatico, sul contenimento dei propri affetti e delle ansie relativi a quest’ultimi. La peer education è una metodologia molto utile, soprattutto se si lavora con gli adolescenti, in quanto si basa sull’importante ruolo rivestito dal gruppo durante il periodo adolescenziale, nel processo di costruzione della propria identità e soggettività, e anche perché è da supporto alle spinte evolutive verso un processo di differenziazione e individuazione. Partendo dalla loro vita personale, dalle dinamiche di violenza, con cui convivono durante la loro vita quotidiana, come la gelosia e il possesso, sono stati riconosciuti gli stereotipi relativamente alle differenze di genere. Sono stati costruiti nuovi significati, dando spazio alle emozioni, ai dubbi e alle caratteristiche personali del singolo individuo, all’interno del gruppo. Durante la seconda fase, quando sono diventati gli attori di un intervento volto a promuovere la parità di genere, hanno fatto riferimento più volte alla loro esperienza e al loro senso di indifferenza, durante la fase iniziale di formazione, evidenziando i cambiamenti che sono incorsi tra l’inizio e la fine della stessa. I risultati sono stati evidenti: aumentando la consapevolezza dei loro sentimenti e la loro capacità di stabilire relazioni, è stata osservata una conseguente crescita del loro senso di auto-efficacia attraverso la partecipazione attiva. I risultati dimostrano l’elevata efficienza di un lavoro strutturato sulla base di questi presupposti metodologici, che possono essere considerati come un punto di partenza per gli sviluppi futuri.[:en]This article aims to narrate an experience of peer education, set in a professional school in the outskirts of Naples. The goal was to highlight and share the obtained results and evidences, concerning methods useful to our work in this environment. The specifity of this operation is to work with teenagers, in a high-risk neighborhood on themes like gender differences, aiming to deconstruct gender stereotypes specific to their background and linked to violent dynamics, and to co-build new values with active participation from the kids in a construction view. This project has been divided in two phases: the first one is the training phase of peer education, based on the actions which made the kids act as creators of the process, and the second phase, during which, through sessions of peer education in other schools, the kids independently carried out sensitization interventions. The fundamental methodological starting point has been putting together specific methods of psychosocial approach and psychodynamic vision. This means the use of methods based on participation with the creation of a dynamic environment of exchange, empathic dialogue, containment concerning personal experiences and anxieties linked to them. Peer education is a method very useful, especially if you work with teenagers, because it is based on the important role of the group, during adolescence, in the process of construction of identity and subjectivity, and also because it is a support to the evolutionary pressures towards a process of a differentiation and identification. Starting from their personal lives, from violent dynamics close to their daily life, such as jealousy and possessiveness, have been recognized and deconstructed stereotypes related to gender differences and have been built new values, giving way to emotions, doubts, and personal characteristics of the single inside the group. During the second phase, when they became actors of an intervention aimed at promoting gender equality, they have referred repeatedly to their experience and their sense of indifference, during initial phase of training, highlighting the changes that have incurred between beginning and the end of the same. The obtained results have been evident: from increasing awareness of their emotions and relational methods, to increasing self-efficiency through interested, active participation. These results highlight the validity of a work structured with these methodological assumptions, which can be seen as starting point for future developments.

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