Quando una soggettività disorganizzata impedisce la costruzione di una soggettualità autentica

Parole chiave: soggettività, trauma, soggettualità, Sé, autenticità

Il lavoro prende in considerazione il rapporto tra soggettività, autenticità e la costruzione di quella che chiamo la nostra “soggettualità” intesa come percezione della propria soggettività. Partirò da alcune premesse filosofiche (Husserl e Heidegger) e alcune teorizzazioni psicoanalitiche sulla soggettività nei suoi aspetti processuali e organizzativi e sull’autenticità come qualità della percezione di sé rispetto a se stessi in contesti intersoggettivi interni ed esterni (Mitchell 1993, Stolorow 2007, Bromberg 1998). Attraverso una breve presentazione di Sofia, paziente in terapia da diversi anni, cercherò di comprendere che rapporto ci sia tra i processi sottostanti e anteriori l’esperienza conscia e inconscia, che crea quello che Mitchell (1993) chiama il “significato personale” e la percezione di essa, la percezione di me mentre esperisco la mia soggettività e il valore, in senso epistemologico, nonché in senso derivato, ontologico, di tali costruzioni di significato organizzate intorno a me sia come-oggetto sia come-soggetto. L’idea è quella di esplorare come si configura l’esperienza di essere se stessi, di essere la persona che si è, di essere e percepire la propria “soggettualità”.

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