Descrizione
[:it]Oggetto: L’obiettivo del presente lavoro è quello di approfondire la correlazione tra le diverse sostanze da abuso e i quadri di psicosi. Metodo: Abbiamo analizzato le cartelle cliniche dei pazienti ricoverati in un reparto di Psichiatria (SPDC1 dell’AUSL di Modena) nell’arco di tempo di tre anni, dall’1-1-03 al 31-12-05, evidenziando tutti i casi in cui l’uso di sostanze era associato a una psicosi, che abbiamo differenziato, secondo il manuale in uso in reparto, l’ICD-9-CM, in “psicosi indotte da droghe” e “psicosi endogene associate a uso di sostanze”. In entrambi i gruppi abbiamo analizzato: le caratteristiche anagrafiche dei pazienti; l’associazione tra le sostanze e i differenti quadri di psicosi; la durata e la modalitÀ di ricovero; le dimensioni sintomatologiche più rilevanti e i relativi interventi in base alle procedure assistenziali più accreditate. Risultati: Abbiamo evidenziato che l’alcol, la sostanza di abuso più frequente nel nostro campione, si correlava strettamente all’insorgenza di alcune forme di psicosi indotte da droghe, quali intossicazione patologica e delirium astinenziale, mentre l’uso di cannabinoidi era associato, in modo statisticamente significativo, all’insorgenza di stati paranoidi e/o allucinatori indotti da droghe (p<0,05, test di Fisher). Abbiamo rilevato che i pazienti affetti da schizofrenia abusavano più frequentemente di oppiacei, mentre la paranoia si associava all’uso di alcol. Stato confusionale, insonnia grave, allucinazioni, deliri, aggressivitÀ e comportamenti violenti sono state le dimensioni sintomatologiche più rilevanti da noi osservate nelle psicosi associate ad uso di sostanze. Conclusioni: Questi dati confermano quelli di altri Autori (Andreason et al. 1987, Zammit et al. 2002) che evidenziano la correlazione tra cannabinoidi e psicosi e sono suggestivi circa un continuum tra le categorie diagnostiche delle psicosi indotte da sostanze e di quelle endogene, apparentemente differenti ma probabilmente sottese da una comune vulnerabilitÀ endogena. Nel nostro campione i pazienti schizofrenici che fanno uso di sostanze, sono in prevalenza consumatori di oppiacei, dato che potrebbe essere interpretato come una sorta di autoterapia, essendo gli oppiacei le sostanze con minor azione psicotomimetica. Per quanto riguarda la paranoia o delirio cronico, nel nostro campione essa è associata in modo più frequente all’alcol. In questi casi si può ipotizzare che l’alcol abbia un ruolo concausale indiretto e non organico nello sviluppo di una psicosi cronica, attraverso le modificazioni del comportamento e dello status sociale che l’uso cronico di questa sostanza induce nei pazienti. Le principali dimensioni psicopatologiche, potenzialmente presenti in tutti i casi in cui l’uso di sostanze è concomitante ad una sintomatologia psicotica, evidenziano la necessitÀ di un contenimento terapeutico per una condizione di disinibizione comportamentale, spesso connotata dall’urgenza e dal rischio di comportamenti auto ed eteroaggressivi.[:en]Object: The aim of this study is to better clarify substance-related psychosis. Method: From the clinical charts of patients admitted to a Psychiatric ward (SPDC1 of Modena) with the diagnosis of substance abuse or dependence, from 1-1-03 to 31-12-05, we evidenced that 49% of all admissions for substance use (n=339) was associated to another mental disorder. In order to find the correlation between substance pathological use and psychosis, we differentiated Substance Induced Psychosis (Pathological Intoxication, Withdrawal Disorder, Paranoid /Hallucinatory States) from Schizophrenia and other Psychotic Disorders associated to Substance Abuse or Dependence, according to ICD-9-CM. In both groups we analyzed the following variables: demographic and psychopathological characteristics of our patients, the most frequent substance-use associated to psychosis, the procedure of admission, voluntary or compulsory, and the treatment period, the most relevant psychopathological dimensions and the medical and nursing care, in order to focalize the role of health provider in facing the clinical situation of a patient with a substance-related psychosis. Results: We found that alcohol abuse or dependence, the most frequent pathological use in our sample, was strictly correlated to some kind of Substance Induced Psychosis (Pathological Intoxication and Withdrawal Disorder), while cannabis abuse or dependence was statistically significant associated with Substance-Induced Paranoid/Hallucinatory States (p<0,05, Fisher test). The most frequent substance pathologically used among our schizophrenic patients was represented by opioids, while Delusional Disorders were associated with alcohol one. Finally, we found that the most relevant dimensional diagnosis were represented by the following: consciousness disturbance, insomnia, hallucinations, delusions, aggressive behaviour. Conclusions: Our data are similar to those reported in other studies (Andreason et al. 1987, Zammit et al. 2002) which stressed the frequent association between cannabis use and psychosis and suggest that Endogenous Psychosis and Substance Induced Psychosis might be closely tied due to a common endogenous vulnerability. According to present data we suppose that the opioids could represent a sort of self therapy among schizophrenic patients and the alcohol abuse might be an indirect cause of delusional disorders because of frequent and chronic degraded behaviour of alcoholic patients. Finally, according to our analysis, we can indicate that restraint of disruptive behaviour represents the principle need for treatment of patients with Substance Use associated to Psychosis.[:]




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