TRA TEORIA E CLINICA: ALCUNE OSSERVAZIONI EPISTEMOLOGICHE

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Descrizione

[:it]La psicoanalisi lascia aperte diverse questioni di carattere metodologico, tra le quali merita particolare attenzione il rapporto esistente tra teoria e pratica clinica. Al fine di chiarire tale problematica, proponiamo di considerare la teoria freudiana come una struttura concettuale costituita da differenti parti. Dall’analisi di esse, si evince che le due anime della teoria freudiana, la metapsicologia e la pratica clinica, sembrano seguire impostazioni metodologiche differenti: l’una afferente alle scienze naturali, l’altra alle scienze umane. In sede di giustificazione, Freud sembra attribuire maggior peso ai dati clinici interpretati alla luce delle assunzioni metapsicologiche rispetto ai successi terapeutici, suggerendo la possibilità di una disgiunzione tra momento pratico e momento teorico. Ciò apre il delicato problema della natura e della validità dei dati clinici nel rapporto con gli assunti metapsicologici e dell’incompletezza delle procedure di applicazione della teoria. Nel presente contributo sosteniamo che la teoria freudiana soffre di una circolarità viziosa tra teoria e dato clinico, tale per cui gli assunti teorici da giustificare risultano essere gli stessi attraverso cui i dati vengono interpretati, diventando così materiale probatorio. In altri termini, a differenza di altre discipline scientifiche, essa sembra mancare del cosiddetto requisito di indipendenza del materiale probatorio.[:en]Psychoanalysis leaves open many methodological questions. One of these is the relationship between theory and clinical practice. In order to discuss such a problem, we propose to conceptualise the Freudian theory as a multifacet paradigm. We argue that psychoanalysis can be defined as the meeting of two souls: metapsychology and the clinical practice. They differ from each other: in fact, the former seems to follow the methodology of natural sciences, whereas the latter the methodology of social sciences. In the context of justification, Freud gives more weight to the clinical data interpreted by the light of the metapsychological assumptions than to the therapeutic successes. In this sense, he seems to suggest a disjunction between theory and practice. Such a point deals with the following problems: what is the nature of the clinical data and what is their validity? What is the relationship between these data and the metapsychological assumptions? How to translate these assumptions in sound and reliable clinical procedures? In this paper we point out that Freudian theory suffers from a vicious circularity between theory and the clinical datum. In fact, according to our analysis, the theoretical assumptions to be justified are the same that Freud uses to interpret his data. In other words, psychoanalysis seems to lack of the requirement of independent evidence.[:]

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